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Ti ho sposata ieri
Anche se tu non lo sai
Eri velata di nero ed io vestito di bianco

La chiesa era piena di gente
Ma noi eravamo soli

Il prete era vestito di rosso
E recitava un’antica litania

I testimoni erano nudi
Ed avevano anelli con quattro teschi

Ti ho amata prima di incontrarti
E  tu mi hai dato cento figli
Martiri come i figli di Priamo
Ai piedi delle nostre rinascite
Di cento vagiti scelti prima del nostro concepimento

Ti ho amata domani
Anche se tu non lo saprai
Ti ho stretta forte
E mi sono inginocchiato ai tuoi piedi
E li ho baciati
E li ho leccati
E ho sentito una lacrima scendere
Una lacrima dolce come miele
E ho mangiato quel miele
E ho nutrito la mia bocca di sabbia
E una bottiglia di vetro verdastro
Ha chiamato la spuma di Poseidone

Un tridente è salito al cielo
Con un anello con quattro teschi
A consacrare uno sposalizio mai morto
Mai nato

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Sete
Sete di mani
Non di reti cablate

Sete di occhi
Non di pixel

Sete di piedi, di saliva, di carne
Non di chat, né di sms

Schiudi quell’uscio
E parole gentili
Quietino l’assordante silenzio

Loop

Suadente, sensuale, incantevole delirio

E il giallo riaccende la vibrazione

Delle interconnessioni retinali

Il blocco periferico si fa centro

Lo switch va in loop

Il cerchio si chiude

E il reale diventa assoluto

Tommaso Putignano

 

Padre nostro che sei nelle reti

Sia santificato il tuo dominio

Venga il tuo regno virtuale

Sia fatta la tua connessione

Come in server così in client

Dacci oggi la nostra login quotidiana

E rimetti a noi le nostre password

Come noi le rimettiamo ai nostri utenti

E non ci indurre in crash

Ma liberaci dai worm

Amen

Tommaso Putignano

Stagioni

E gli alberi ritornano alberi
 
E i prati ritornano prati
 
E le siepi ritornano siepi
 
Strilla, dalle profonde acque palustri
dove ha dimora il Grande Drago Rosso,
l’eco della paura.
 
E gli alberi ritornano alberi
 
E i prati ritornano prati
 
E le siepi ritornano siepi

Tommaso Putignano

Amami se sono pazzo

Se la mia pelle sa di farmaci

Se la mia anima è devastata

Dal rifiuto della gente

Amami se ho le croste dietro le orecchie

Se ho una pancia abnorme

Se il mio sguardo è fisso

Se cammino lentamente

Se aspiro avidamente la sigaretta

Amami

Amami se sono pazzo.

Amami se sono straniero, clandestino, assetato, affamato

Fuggiasco dalle armi nelle vostre mani insanguinate

Amami se sono islamica

Se ho i capelli lunghi

Se ho il velo

Se voglio parlare

Se voglio contare

Se voglio scegliere

Il mio destino

Amami se sono africana

Violata nel fiore più prezioso

Amami se sono donna

Donna africana

Amami

Amami se sono donna dell’est

Costretta a prostituirmi

Dai vostri coltelli inumani

Amami se sono un bimbo vietnamita

Che cuce i palloni delle vostre scommesse

Cinese che cuce le scarpe dei vostri calci

Amami

Amami se sono gay

Se ti bacio sulla bocca e se amo il tuo sesso

Se sono una piccola rom che cerca di sfilarti qualche spiccio

Se sono un bimbo palestinese che tira sassi contro i carrarmati

Se sono un soldato ebreo costretto a stare nel carrarmato

Amami

Amami

Nero, bianco, rosso giallo

Amami

Amami

Amami

Amami

Amami

Amami

Amami

Amami

Amami perché canticchio una canzoncina

Che conoscono anche i bambini

E che fa

Trallallero trallallà

Tommaso Putignano

Veleno

Spalmo veleno nel mio sangue
Per inspessire la pelle di pozzanghera
Ché la mareggiata non porti via tutto

La mano sempre sulla maniglia
Di una porta a volte chiusa a volte spalancata
Sulla moltitudine di onde retinali

“I am you and what I see is me”
Subject is the object and object is the subject
The verb is just a connective zone
Passing across the eye and the hand and

Tommaso Putignano